Cos’è per te “Enò-Trio”?

    Le origini, il passato, il futuro.

    Terroir e stile di coltivazione?

    Enò-Trio nasce grazie alla passione e alla esperienza nel campo vitivinicolo etneo di mio padre, Nunzio Puglisi.
    Dopo aver arricchito il suo bagaglio culturale con anni di selezione massale delle varietà autoctone dell’Etna e della Sicilia meridionale, collaborazioni con altre aziende vitivinicole, vari studi in Francia per stili di potatura e porta – innesti, collaborazioni con vivaisti francesi, attenzione alla zonazione, consulenze per svariate aziende ecc. ecc…

    Nasce da una proposta mia e di mia sorella a mio padre, dalla richiesta di imbottigliare il nostro vino, dalla voglia di mettere in bottiglia il prodotto delle nostre uve, che in passato venivano vendute ad altre aziende dell’Etna. Eravamo seduti a tavola, a cena, con dei calici in mano bevendo il vino che facevamo per noi… ero una studentessa universitaria. Oggi sono una “alunna” vignaiola figlia di un Maestro vignaiolo e moglie di un vignaiolo.Oggi Enò-Trio è la nostra vita, uno stile di vita, una devozione strettamente legata al territorio, al clima e alla viticoltura. Passione e sacrificio.La sperimentazione è alla base di Enò-Trio; si va dallo studio di varietà alloctone, impiantate da Nunzio Puglisi in zone particolarmente vocate per la viticoltura, ad altitudini estreme, in ambienti ancora incontaminati e selvaggi dove la pace interiore la si ritrova con facilità, per arrivare alla coltivazione di vigneti secolari di vitigni autoctoni in Contrada Calderara a Randazzo.
    Mantenere la filosofia di coltivare nel rispetto del territorio e con sistemi che permettono di essere in linea con la sostenibilità ambientale è il nostro obiettivo, accrescendo così il nostro bagaglio culturale legato all’esperienza diretta in vigna tenendo conto del vitigno, delle annate, del clima e del territorio in continua evoluzione.

    Le vigne di Nunzio Puglisi

     

    Il vino a cui sei legata maggiormente?

    Il vino che mi rappresenta ed a cui sono legata maggiormente è il nostro Pinot Nero, “Tiurema” 2016. Un po’ per il luogo in cui è coltivato, un po’ per l’annata che per noi rappresenta un punto di inizio con la creazione della nostra cantina, un po’ per l’eleganza che nasconde la forza del vino stesso.

    Tutti i nostri vini sono legati al territorio, all’esposizione ed alla tipologia del terreno, tutti accomunati da una forte mineralità.
    Quello che maggiormente trasmette (ingloba) l’ambiente, terroir Etna è il nostro Nerello Mascalese, un vino che coinvolge, che riempie il cuore, che arriva dritto nel profondo di ognuno di noi, prodotto da un vigneto secolare prefillossera.

    Cosa ne pensi del panorama enologico italiano?

    Sarebbe bello poter avere più vini legati alle zone vocate per la viticoltura, prodotti da artigiani che rispettino realmente il territorio e la natura in generale.
    Sarebbe bello avere più vini dal giusto valore e meno vini legati alle mode, al business, alla sola voglia di vendere per far soldi. Il vino è vita e per questo ha bisogno del giusto rispetto.

    Il più grande vino italiano mai bevuto?

    Sul bianco non so ancora darti una risposta, ma sul rosso ti stupirò e momentaneame ti dico Pussenti – Nerello Mascalase Enò-trio 2014

    E quello francese?

    Come rosso L’ermitage 2014 del Domaine de la Cadette e tra i bianchi ricordo Les Chalasses Vieilles Vignes 2008 di Jean Francois Ganevat.

    Cosa pensi dei vini naturali, del bio e della biodinamica?

    Se si mettessero in pratica tutte le cose che si racconta di fare catalogandosi in una di queste “classi” non si avrebbe poi così tanto tempo per fare le lotte mediatiche, non esisterebbero interessi economici, ci sarebbe solo da lavorare sodo e godere dei sacrifici fatti.

    E della ricerca esasperata della produzione di nicchia?

    I piccoli produttori sono i veri custodi del territorio. Se esiste chi crede in loro e li ricerca in maniera esasperata…siamo sulla strada giusta.

    Se ti trovassi in un’altra regione, dove mi piacerebbe fare vino?

    Uscendo dalla “regione etnea”, rimarrei in Sicilia. Mi piacerebbe produrre un serio Nero d’Avola dalla selezione massale delle piante a cui ha lavorato mio padre per molto tempo negli anni ‘90.

    Se ti dovessi paragonare ad un vitigno, a quale ti paragoneresti?

    Al Pinot Nero…

    La casa in pietra raffigurata nelle etichette

    Il confronto con l’uomo e le sue vigne

    Desirèe Puglisi e le sue etichette in degustazione

     

    Vini Enò-Trio – Tenuta Puglisi

    Strada Comunale Calderara, 95036 Randazzo CT

    www.vinienotrio.com

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