L’Audi si ferma.

    Apro lo sportello, alzo lo sguardo. Il silenzio.

    Le mie sneakers calpestano i ciottoli che separano me da una delle cose più belle che abbia visto ad oggi.

    Lo spettacolo di Popoli

    Siamo a Popoli, in un lembo di terra incastonato in uno dei luoghi della penisola dove la biodiversità offre uno degli spettacoli più gratificanti.

    Siamo al centro, a metà strada tra Pescara e l’Aquila, un luogo magico tra il Parco Nazionale del Gran Sasso, quello della Majella e il Parco Regionale Naturale del silente-velino.

    La realtà in cui si è calata Leo Pizzolo, uomo dall’incommensurabile bagaglio tecnico ed umano, ha uno storico abbastanza notevole.

    E’ una zona che, dal punto di vista geografico gode di grandissima fortuna, dato che è protetta dai 2000 mt del Monte Morrone che, assieme alla elevatissima presenza di boschi, isola e protegge le vigne dalle calde folate provenienti da est.

    Il mare Adriatico non è poi tanto lontano.

    La ricerca di Leonardo, la sperimentazione continua, lo ha portato a delle conclusioni che alla fine si sono rivelate ottimali per quelle che sono stati i risultati ottenuti e le linee di pensiero che si sono sviluppate nel tempo.

    La pergola abruzzese

    La pergola abruzzese, le rese basse mirate alla qualità, la conformazione per lo più sabbiosa e scheletrica dall’alto potere drenante, la raccolta manuale, le fermentazioni spontanee e la ricerca dell’eleganza, hanno portato il patron a cercare un equilibrio tra il potenziale dei vari cru (dato che alcuni suoi vini derivano dal blend di uve provenienti da cru diversi) e la esasperata ricerca della migliore interpretazione d’annata.

    Le parcelle di Valle Reale sono 5:

    • Vigneto di Popoli
    • Vigneto San Calisto
    • Vigneto Sant’Eusanio
    • Vigneto di Capestrano
    • Vigneto del Convento

     

    Vigneto di Popoli

    Il Vigneto di Popoli è il vigneto delle origini. E’ qui che tutto iniziò a cavallo tra il 1300 ed 1400, quando i monaci benedettini diedero le prime dimostrazioni di produzione e conservazione del vino. Ad oggi è il cru che, a mio avviso, riesce ad esprimere al massimo l’eleganza ricercata da Leo.

    Vigneto San Calisto

    Il Vigneto San Calisto è l’emblema di quella che è l’idea di Montepulciano di Valle Reale, E’ stato ridimensionato nel tempo e, ad oggi, conta 4h che danno vini dalla tiratura sempre più limitata, data l’età avanzata delle vigne.

    Vingeto Sant’Eusanio

    Il Vigneto Sant’Eusanio è uno dei cru che più mi ha affascinato, in quanto destinato alla produzione del Cerasuolo al quale è stato cucito un doppio abito. Il Cerasuolo “giorno” e “notte”, due rosati diversi per stili, tecnica e periodo di raccolta.

    Rosati di parcelle uniche, di stile tutto “provenzale”.

    Vigna di Capestrano

    La Vigna di Capestrano è la vigna che si differenzia per esposizione e composizione. Le vigne guardano verso l’Aquila, verso est, e la composizione è per lo più argillosa. E’ una vigna che, a distanza di pochi metri da Vigneto Popoli, da un vino improntato sulla struttura e la ricerca della componente tannica.

    Vigna del Convento

    La Vigna di Capestrano, infine, è una delle parcelle più destinate alla speriementazione. Leo, qui, vuole dar vita a vini dalla grande acidità, dalla vèrve e dalla personalità spiccata. Il 2011 è l’esempio da seguire, parola di Leo.

    Nelle vinificazioni del trebbiano, Leonardo tende alla creazioni di vini freschi e verticali, espressioni che riescono ad essere di impatto anche in annate come la ’14 che, tendenzialmente, in quelle zone, hanno dato vini incompiuti calcolando il rapporto naso-palato.

    Invece, stando alla bacca scura, tende a fare un discorso diverso nelle sue vinificazioni. E’ volutamente fuori dai canoni, ispirato al modello francese e differente dal modello tradizionale in quanto ad estrazione dei tannini. Il suo modus operandi lo porta ad eliminare le bucce ed esportarle quando ancora la fermentazione è in atto, svinando prima.

    Tutto ciò, secondo Leonardo, porta alla estrazione solo dei primi tannini, volutamente più dolci ed eleganti, dando spazio ai profumi a discapito del muscolo e della struttura, dato che la intenzione è quella di dar voce ai vini da lui definiti “di montagna”.

    Il ruolo fondamentale, nei bianchi come nei rossi, lo gioca il fattore “escursione termica”, in quanto, se interpretata a dovere, riesce a dare espressività e freschezza anche in annate tendenzialmente calde.

     

    Gli assaggi più significati al tavolo di degustazione

     

    Lasciamo Valle Reale non solo consapevoli di aver conosciuto ed interagito con una delle aziende più talentuose ed interessanti del centro Italia, ma di aver incontrato uno degli uomini più originali ed eclettici del mondo del vino in Italia.

    “Giuseppe, ricorda che per fare grandi vini, devi bere i grandi vini, altrimenti non vai da nessuna parte”.

    Leo docet.

     

    Azienda Agricola Valle Reale

    Parco Nazionale della Majella, Contrada S. Calisto – Popoli PE

    Telefono +39 0859871039

    www.vallereale.it

     

     

     

     

     

    Cantina del Barone

    Cantina del Barone

    Una cinquantina di km da casa mia. Il percorso in auto è pieno di pensieri altalenati e così in un batter d'occhio mi ritrovo già all'ingresso di Cantina del Barone, a Cesinali, in provincia di Avellino. Spengo l'auto, resetto i pensieri appena vedo le vigne. Ad...

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