Scrivo che ancora i capelli profumano di sale marino e la pelle arsa dal sole cocente che illumina l’intero arcipelago delle Baleari.

    Scrivo che ancora il sapore dei vini e dei cibi di questa terra sono vivissimi

    Un andirivieni di straduzze scoscese e tortuose, paesaggi montuosi che dal marrone bruciato di allevamenti di bestiame e pascolo per cavalli e mucche, passano in coerenza scenografica al bianco gessato delle pareti a picco su un mare turchese.

    Ad occhio nudo i piedi poggiano su un terreno argilloso, inconsapevoli che nel sottostrato brulicano profondità di rocce calcaree, arenacee e ardesia.

    Una terra secca, con temperature che in questi giorni sfioravano una media di 35° e una vigna quindi che si spinge sempre più nel profondo pur di dissetarsi.

    Non si tratta di ”viticultor” improvvisati, la storia enologica scorre nelle loro vene.

    Nel 1200 le prime testimonianze, durante la regnanza dei musulmani, fino a crescere, poi, esponenzialmente con la dominazione inglese successiva.

    L’ edad de oro è nel 1800, dove praticamente ogni ettaro, ogni lembo di terra era destinato alla produzione di vino minorchino, c.a 15.000 ettari impiantati.

    Poi come sempre è arrivata quell’antipaticona della filossera a rovinare i giochi e così anche Minorca ha visto uno brusco arresto.

    Dagli anni 80 si è assistito ad una nuova ripresa, attenta alla qualità, e consapevole dell’aiuto delle nuove conoscenze e tecnologie.

    La viticoltura a Minorca

    La denominazione “Vi de la Tierra Illa de Minorca”, che può essere intesa un po’ come i nostri vini da tavola, è consentita per i vini prodotti esclusivamente da uve nere di Cabernet sauvignon, Merlot, Monastrell, Tempranillo, Syrah o da uve bianche di Chardonnay, Macabeo, Malvasia, Moscatel de Alejandria, Parellada, Moll.

    Vi De Menorca

     

    La densità massima di piantagione è di 5.300 ceppi per ettaro.

    Per la produzione del vino vengono selezionate solo le uve più sane e avente un grado di maturazione tale da consentire una gradazione alcolica volumetrica naturale minima dell’11,5% del volume per i vitigni bianchi e del 12% del volume per quelli neri.

    Inoltre la pressatura deve essere tale che la quantità di mosto non sia superiore ai 70 litri per ogni 100 kg di uva.

    Vige un buon sistema di controllo ad opera del Consell de Minorca, l’organo che è incaricato di controllare e poi certificare che un vino minorchino possa rientrare nella indicazione geografica “Vi de la terra Illa de Menorca” ( tutte le bottiglie vengo commercializzate con un numero di controllo ufficiale).

     

    Due produttori a confronto

    1) Boodega Binifadet

    Noi siamo andati alla scoperta di due poli contrapposti.

     

    L’entrata di Binifadet

     

    Così una prima visita alla cantina più grande e conosciuta dell’isola “Boodega Binifadet” a Sant Lluis, ai confini con la capitale Mahón.

    Una produzione di 55.000 bottiglie all’anno su dieci ettari impiantati e viste le grosse quantità troviamo anche  esperimenti spumantizzati da uve chardonnay e Merlot ( credo gli unici dell’isola).

    Questi i vini degustati

    Tanca N°12

    100% Chardonnay  

    Tanca n°12

     

    Fermentazione in botti di rovere francese e sosta sulle fecce fini per 9 mesi nella botte stessa, pari mesi per l’affinamento in bottiglia per 9 mesi.

    Una forte impronta di tostato tanto al naso quanto in bocca Le altre compoeti odorose pur presenti rimangono un po’ in sottofondo. Dopo alcune roteazioi si avverte una frutta matura che in ogni caso comunque non rapisce. In bocca è un vino abbastanza di corpo, non eccelle in freschezza, ma ben contemprato con le sue morbidezze. Lungo il finale ammandorlato/ tostato in corenza col naso.

     

    Merluzo 2018

    Moscatel, Malvasia e chardonnay

     

    Merluzo 2018

     

    Piacevole già a calice fermo e si conferma tale anche con una leggera ossigenazione, fiori bianchi delicati e una piccolo ceppo odoroso di frutti bianchi, una pesca bianca, un’ albicocca, una prugna poco matura, questo cesto di frutta e fiori rende il naso particolarmente piacevole.
    In bocca la freschezza è avvertita da una buona salivazione, la componente acida non si perde e ben si contempera con quella parte morbida e calda che fanno di questo vino un vino equilibrato e di buona struttura.

    Qui si parla di “ grandi numeri” e molto spesso si è portati a ritenere che la quantità collimi con qualità, bhe, a parere dei vinocratici, questo non è altrettanto vero per il nostro “merluzzetto”. Spesso i pesci più poveri sono sempre sottovalutati, eppure basta trovare un buono chef ed ecco che il merluzzo  (“Merluzo”) batte l’aragosta dieci a uno.

    wine bar di Binifadet

     

    Bodega Binifandet
    Cami De Ses Barraques, Sant Lluis, Minorca, 7710, Spagna

     

    2) Son Cremat

    L’entrata dell’azienda Son Cremat

     

    La seconda visita è dedicata, invece,  a  una cantina, penso, sconosciuta anche a molti Minorchini.

    Son Cremat

    L’azienda più “pequena” dell’isola, ha solo 4 anni eppure già promette grandi cose.
    Una piccola produzione di appena due ettari di solo chardonnay e Muscadet.

    Titti e Son Cremat

     

    La sanità di queste uve sarà il risultato di una sapiente mixology tra conduzione biodinamica ( solo zolfo in vigna), e  ottime condizioni climatiche ( le vigne sono costrette a scavare e scavare pur di trovare acqua).

    Chardonnay

     

    La nostra visita in vigna fa ben sperare anche per il futuro, nuovi progetti “fermentano” in pentola.

    Quest’anno sarà infatti l’ingresso in società di pinot  e di riesling ( un progetto molto ambizioso quello di imiantare rieslin in questa terra, ma  effettivamente la vigna è poco esposta al sud, riuscendo a godere di una minore esposizione al sole).

    I vini degustati

    Muscat 2018

    100% Muscat

     

    Profumi di terra esotica matura. Una bocca opulenta, palato che pizzica, una salivazione continua, rimando alla frutta tostata. Caldo e di buona struttura.

     

    Chardonnay 2018

    100% chardonnay

    Chardonnay

     

    Colore giallo paglierino brillante.

    Notevole la varietà aromatica composta prevalentemente da arimandi vegetali, il rofumo di quelle erbe selvatiche che ritrovi camminando tra le pinete prima di riuscire ad arrivare alle varie calette dell’isola, e poi i fiori bianchi, di campo.

    In bocca è la freschezza, un vino secco e particolarmente persistente

    Gli occhi di questo produttore sono piccoli e vispi, sorridono anche quando non parla. I suoi vini sono proprio come lui, sorridono e fanno sorridere. Regalano attimi di felicità.

    Son Cremat
    Carretera Maò – Sant Climent Km. 2

    Mi sa che abbiamo scoperto le nuove perle di Minorca!

    Salute winelovers!

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