Geolocalizziamoci: il département de Jura è alla destra della mappa francese. A nord- est l’Alsazia, a sud-est la Savoia e ad ovest quel gigante che si chiama Borgogna.

    Nel 2016 è nata la Regione Bourgogne- Franche – Comté, composta da otto dipartimenti ( Cote d’Or, Doubs, Niévre, Haute- Saòne, Saòne – et – Loire, Territorie de Belfort, Yonne e ovviamente Jura).

     

    Immagine tratta da http://reflectim.com/geography/map-of-france-jura-mountains/

     

    Ma noi stavolta dei grandi non vogliamo parlare, stavolta è la volta delle chicche, dei meno blasonati che san dare “chiccherie” meritevoli ai pochi e conosciute solo ai meritevoli.

    IL TERROIR

    Allora iniziamo.

    Prima di parlare dei vini, è essenziale, per ogni vinocratico che si rispetti, conoscere le “basi” di questa terra.

    Il Jura è uno degli otto dipartimenti della regione Bourgogne-Franche-Comté, nell’Est della Francia.

    Una zona di appena 80 Km, che va dal comune di Salins-les-Bains (a Nord) al comune di Saint-Amour (a Sud), con una superficie vitata di c.a. 2000 ettari.

     

    La vista da Château-Chalon

     

    Il terreno è calcareo, con una ricca presenza di marne blu, rosse, nere e grigie.

    Il clima è semicontinentale (simile a quello della sua vicina di casa: la Borgogna), però gli sono più lunghi e asciutti, proprio per questo le uve maturano tardivamente, con una vendemmia normalmente fissata a novembre.

    I VITIGNI

    Ok, la situazione sta iniziando a delinearsi, trovata la geolocalizzazione e inquadrato l’ambiente pedoclimatico vediamo ora cosa può crescere in questa terra di Dio.

    Le vigne si trovano in media tra i 230 e i 440 m.


    I VITIGNI AUTOCTONI

    A bacca rossa:

    • POULSARD/PLOUSSARD (entrambi i nomi vanno bene).

    Tipico dello Jura. Vive molto bene su terreni marnosi. Soffre le gelate primaverili e matura precocemente.

    La sua massima espressione è a Pupillin ( un paese incantato).

    Dà vita ad un vino leggero, scarico di colore (simile al pinot noir), di struttura leggera e al naso si presenta fine ed aromatico, carico di frutti rossi.

    Si presta molto bene all’invecchiamento.

    Per noi i vini in purezza di solo plousard rappresentano una validissima alternativa ai tagli bordolesi (oltre che un bel risparmio al portafoglio).

    • TROSSEAU

    Anche lui è tipico di questa regione e vive su terreni caldi, grassi e ghiaiosi.

    Vendemmia tardivamente, e quando lo fa dà vita a vini scoppiettanti.

    Spesso utilizzato in assemblaggio.

    I suoi sono vini caldi, dotati di una particolare acidità, quella freschezza necessaria per contemperare, in alcuni casi, la presenza di tannini alquanto rilevante. Sprigiona odori di frutti rossi e spezie e i loro sapori rimangono e rimangono ancora …. Anche questi vini si prestano molto bene all’invecchiamento.

    A bacca bianca

    • SAVAGNIN

    Originario del Tirolo austriaco e imparentato con il Gewurztraminer.

    Vive su terreni di marna grigia . La sua buccia è molto spessa e questo le consente di resistere agli attacchi della muffa.

    E’ un vitigno che matura lentamente ed ha un grande potenziale di invecchiamento, proprio per questo si presta molto bene a procedure di ossidazione (vin Jaune e Vin de Paille)

    In purezza produce vini freschi con delicate note speziate, se sottoposto a un processo di ossidazione il vino presenta un forte potere aromatico con note di noci, mandorle, nocciole, fiori, miele e mela verde.
    Prestate molta ma molta attenzione al processo di vinificazione del vino prodotto dal savagnin (quindi leggete l’intero articolo!)

    Ne proviamo uno?

    Domaine de la Pinte Arbois Blanc Savagnin Ouillé


    I VITIGNI INTERNAZIONALI

    A bacca rossa

    • PINOT NOIR

    L’ Enfant Terrible, che qui trova espressioni totalmente differenti dalla Borgogna.

    Molto spesso assemblato col poulsard o col trosseau, ma i più fortunati se si ostinano nella ricerca troveranno vini sani e spontanei di solo pinot noir.

    Uno fra tutti?

    No due

    Jean Francois Ganevat Cotes du Jura Julien

    Domaine de la Lou Cuvée Clemence

    A bacca bianca:

    • CHARDONNAY

    Tipico della Borgogna, ma trova un buon terreno anche in Jura.

    Si adatta facilmente all’ambiente climatico e vive su terreni calcarei e marnosi. Produce vini bianchi floreali ed eleganti. Un boquet di profumi agrumati, di pesca, di fiori bianchi.

    Quando è in blend con il savagnin sono tipici gli odori di mandorla e nocciola arrostita.


    LE DENOMINAZIONI

    Sette le denominazioni previste nel département dello Jura.

     

    Map credits: www.jura-vins.com

     

    3 le denominazioni che possono essere utilizzate in tutto il dipartimento:

    •  COTES DU JURA

    Si estende dal nord al sud dell’intero dipartimento.

    In questa AOC è ammesso l’utilizzo di tutti i vitigni sopra richiamati per la produzione di tutti i vini nella stessa ammessi: Cremant du Jura, Macvin du Jura,Marc du Jura, Vin Jaune e Vin de Paille.

    • CREMANT DU JURA 

    Nata nel 1995, questa denominazione sta subendo un notevole incremento negli ultimi anni.

    Possono essere utilizzate tutte e cinque i vitigni ammessi, ma il vitigno maggiormente utilizzato rimane comunque lo chardonnay.

    Prevista dunque la versione in bianco o in rosé.

    Dopo la fermentazione alcolica (che può svolgersi in acciaio o in barrique) è prevista una seconda fermentazione direttamente in bottiglia.

    Vista la verietà dei vitigni sia bianca che rossa troveremo Cremant Blanc deBlancs, Blanc de Noir, e poi Blanc d’Assemblage e Rosé.

    • MACVUN DU JURA

    Dà vita ad un vino liquoroso.

    La fermentazione alcolica viene bloccata attraverso l’ aggunta del cd. Marc (quella che in Italia chiamiamo grappa) al mosto d’uva.

    Rimane in barrique per almeno 12 mesi ed il risultato è un liquore tra i 16° e i 22°.
    Normalmente prodotto con vinificazione in bianco, ma potrete trovarlo anche in versione rossa o rosé.

    4 invece le denominazioni che possono essere utilizzate solo nei comuni omonimi delle denominazioni e nei territori limitrofi

    • ARBOIS

    Sottosuolo marnoso.

    E’ la più antica delle denominazioni. Il suo nome deriva dal celtico “ar” e “bos” che significa “terreno fertile”.

    La produzione maggiore è a bacca rossa con l’utilizzo del Trosseau poulsard, pinot noir, mentre a bacca bianca è utilizzato il Savagnin e lo chardonnay.

    Arbois

     

    • L’ÉTOILE

    Sul suo nome due diverse interpretazioni, l’etoile che in italiano significa stella, potrebbe indicare o la presenza nel sottosuolo di fossili marini a forma di “pentacrinite” oppure il fatto che il Comune di l’Etoile è circondato da 5 colline, le cui punte, unite idealmente, appunto, formano una stella.

    La denominazione è limitato unicamente ai vini prodotti appunto nell’omonimo comune di L’Etoile e in alcuni comuni limitrofi, in una superficie vitata di non più di 60 ettari.

    I vitigni utilizzati sono lo chardonnay, che qui si esprime nella sua veste più elegante e il savagnin (nelle sue tipologie di Vin Jaune e Vin de Paille), ammesso anche il poulsard, ma vinificato in bianco.

    Troveremo quindi solo queste tipologie di vini: Cremant du Jura Blanc de Blancs, Vin Jaune e Vin de Paille.

    •  CHATEAU – CHALON

    Questa denominazione è riservata esclusivamente per la produzione (da savagnin) del Vin Jaune.

    In questa denominazione quindi non troverete alcun altra tipologia di vini se non il vin jaune e nessun altro vitigno se non il savagnin ( ma il vin jaune può essere prodotto però anche sotto le denominazioni di Arbois, L’etoile e Cotes du Jura).

    50 gli ettari che circondano l’omonimo comune della denominazione, Chateau-Chalon, e che si estendono ai comuni di Ménétru-le-Vignoble, Domblans e Névy-sur-Seille.

    E’ un terreno unico, costituito prevalentemente da marne e calcaree.

    Château-Chalon

    Il Vin Jaune che nasce a Château-Chalon è un vino complesso con aromi di frutta a guscio e mela catogna e di notevole persistenza.

    Interessantissima la vinificazione di questo vino che avviene con affinamento sotto il velo dei lieviti in botti scolme (continuate l’articolo per approfondire questo aspetto).

    Visto il prestigio di questa AOC è ammesso la non produzione del vino qualora in quell’anno le uve non siano state considerate idonee dal produttore.

    •  MARC DU JURA

    Questa denominazione può essere utilizzata solo per le acquavite prodotte da uno dei 5 vitigni ammessi.

    La vinaccia viene prima ottenuta spremendo le uve e dopo la fermentazione, subisce una doppia distillazione in un distillatore. Invecchia quindi in legno per almeno due anni, e fino a cinque.

    E’ lui Il Marc che viene aggiunto al Macvin du Jura.


    I VINI

    Ci siamo! Ora finalmente si inizia a ragionare.

    Vi anticipo, qui i vini sono alquanto “insoliti”, non vi aspettate vini piacioni e in alcuni casi ( per i bianchi) non si tratta di certo di vini di facile beva, caratteristiche, per noi, che rappresentano un surplus ai fini di una buona bevuta.

    Queste particolarità sono dovute senza dubbio all’ambiente pedoclimatico appena descritto e alla particolarità dei vitigni autoctoni, ma anche dai loro processi di vinificazione, unici in tutto il mondo.

    Per i rossi, non abbiamo particolari nomi nei vini che, appunto prendono il nome dal loro stesso vitigno, troveremo, dunque il vino Trosseau, Ploussard e Pinot noir accompagnato dalla diversa AOC di produzione e che subiscono le normali pratiche di vinificazione.

    Invece particolarmente interessanti sono i bianchi, quando sono sottoposti a un particolare procedimento ossidativo, e in tal caso prendono il nome di Vin Jaune, Vin Sous Voile, Naturé e Vin de Paille.

    Questi vini si ottengono mettendo il vino in botti di legno (solitamente barrique) che, il tempo, l’assorbimento del legno e l’evaporazione renderanno scolme.

    Una volta scolme, le botti non verranno più rabboccate e lieviti filmogeni già presenti nella cantina (oppure aggiunti successivamente) creeranno uno strato sul vino che conferirà questi profumi e gusti particolari che richiamano la noce, spezie gialle e caramello.

    • VIN JAUNE

    Il Vin Jaune si ottiene solo da uve Savagnine e subisce un processo di affinamento di almeno sei anni e tre mesi in botticelle di rovere da 228 litri.

    Ammesso in 4 delle denominazioni dello Jura ( Arbois, Cotes du Jura, Chateau-Chalon e L’Etoile).

    Che cosa succede in questi lunghi 6 anni?

     

    Vin Jaune

     

    Nelle botti avviene una lenta evaporazione.

    Il legno assorbe parte del vino, l’ossigeno si fa spazio nella botticella, ma questo spazio non viene “ricolmato”.

    Inizia così una lenta ossidazione sino a quando nella superficie del liquido si genera un sottile strato di lieviti (voile).

    La voile (o flor) protegge il vino dall’eccessiva ossidazione ed evitando in tal modo la volatile, così il vino non si inacidisce.

    Ecco è questa l’ossidazione controllata!

    Dunque sottolineiamo nessun travaso e nessuna ricolmatura.

    Imbottigliato, poi, in un formato unico al mondo, larga e bassa, le clavelin da o,62, proprio a sottolineare la parte del vino assorbita dal legno. I 62 cl rappresentano infatti il volume equivalente di quel che rimane in proporzione a 1 lt di vino bianco di partenza.

    Il risultato è un vino molto secco, dal colore giallo dorato con profumi di curry, di scorza di arancio, e frutta a guscio tostata, la nota ossidativa è contrastata da un’ acidità tagliente.

    Per quanto possa ricordare un distillato ricordate che qui non c’è alcuna aggiunta di alcol (a differenza del mac vin che invece è un vino fortificato).

    E’ il vino di “prestigio” dello Jura, il loro vanto, sopratutto nella AOC Château-Chalon.


    Noi lo abbiamo accompagnato a un buon pezzo di comté stagionato e il risultato non è passibile di una descrizione letteraria.

    • SOUS VOILE

    Sous Voile, cioè “sotto il velo”.

    Lo stesso procedimento del vin jaune, ma in questo caso è un vino un po’ “sfortunato”.

    Non sempre infatti le botticelle atte a diventare Vin Jaune riescono a raggiungere il loro obiettivo.

    In alcuni casi quindi vengono imbottigliate prima dei sei anni e tre mesi ( aggiungendo chardonnay senza ossidazione) Qui dunque cìè la colmatura.

    In ogni caso non troverete questa dicitura in etichetta.

    • NATURE’

    Chi vuole distinguere i vini ottenuti con pratiche tradizionali e senza caratteri ossidativi dai “Sous Voile” solitamente usa indicare in etichetta la parola “Naturé”.

    Un vino indicato come Naturé ha subito pratiche di cantina “standard” senza l’intervento dei lieviti filmogeni.

    • Vin de Paille

    Un altro vino tipico del Jura è il Vin de Paille (Vino di Paglia), che può essere ottenuto da Chardonnay, Savagnin, Poulsard e Trosseau.

    Tre le denominazioni ammesse: Cotes du Jura, Arbois e l’Étoile.

    Una volta vendemmiato, l’uva viene fatta appassire per circa tre mesi su letti di paglia all’interno di ambienti aerati e asciutti.

    Dopo questa lenta disidratazione gli acini sono naturalmente ricchi di zuccheri.

    Considerato che la vendemmia avviene normalmente a novembre, tra dicembre e febbraio si procederà alla pigiatura.

    Dopo la fermentazione si ottiene un vino tra i 14 e i 17 gradi con un residuo di circa 100 g/l di zucchero.

    Il vino, successivamente, affinerà in piccole botti di legno per almeno tre anni prima di essere imbottigliato.

    Un vino denso, con un boquet ricco di frutta candita di caramello, di miele e marmellata.

    Perfetto l’abbiamento col foie gras e con i formaggi tipici della zona e con i dessert.

    Da servire a una temperatura tra i 6° e gli 8°.

    • Macvin

    Altro prodotto caratteristico è il Macvin; ottenuto da mosto e vinacce appena fermentate, il risultato è un vino liquoroso che con le sue note fresche viene solitamente usato come aperitivo.

    In versione bianca, rosè o rosso.
    Perfetto in abbinamento con cioccolato o semifreddi.

    Da servire ad una temperatura di servizio tra i 6° e gli 8°.


    I PRODUTTORI

    Facciamo un po’ di nomi?

    Da stampare e colorare se vi va 🙂

     

    Si!!!

    Domaine Ratte

    Domaine de la Renardiere

    Domaine Bornard

     

    La volpe di Bornard

    Domaine Guillaume Overnoy

    Maison Pierre Overnoy

    Domaine Overnoy Crinquand

    Domaine du Pelican 

    Domaine Ganevat 

    Les Dolomies


    Compiti a casa:

    Da leggere:  Jura. Storie di vigneron e vini del Jura” di Daniela Paris 

     

    Da visitare:  Salone dei vignerons bio del Jura: “Le nez dans le vert” 

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