Giulio Viglione
    Barolo 2010
    DOCG Barolo – Piemonte – Monforte D’Alba
    100% Nebbiolo

     

    Siamo a Monforte d’Alba.

    Io quest’uomo, questo grandissimo uomo, purtroppo non l’ho conosciuto, ma spero che la vita mi riservi questa fortuna. Ho letto però  le sue interviste con la più pregevole ammirazione, visto le sue interviste con la più avida delle curiosità

    Non è una sviolinata condizionata la mia, è la tastiera che scrive mentre parlo di lui, di Giulio Vignone. E questa “sviolinata” mi è nata spontaneamente dopo aver provato i suoi vini.

    Lui che ama la meccanica (come avete potuto vedere dal video) è uno dei migliori vigneron delle Langhe!

    Le Vigne

    Due parole saranno ben spese parlando dell’esatta localizzazione delle vigne.

    Percorriamo la strada che da Alba va verso la Morra, da lì le indicazioni di Monforte e tra una salita prima e una discesa dopo, sarà un attimo arrivare.

    Qui il terreno, come a Castiglione Falletto e a Barolo è formato principalmente da sabbia, è il terreno delle c.d. Arenarie di Diano: strati di sabbia più o meno compatti (che vanno dal grigio al giallastro) e si alternano a pezzi di arenarie grigie (sabbia compattata e cementata da carbonati delle acque marine).

    Ma le vigne di Giulio non sono “solo” a Monforte d’Alba, ma si trovano in una precisa e quantomai invidiabile sottozona del comune, siamo nella Bussia.

    E ancora non siamo nella Bussia Soprana, ma nella Bussia Sottana.

    Potrete pensare “che pignoli questi vinocratici!”, bhe vi assicuro che le differenze tra le due “Bussie” sono evidenti e nel calice ve ne accorgerete.

    Differenze di suolo, di esposizione alla luce, di ventilazione, di altitudine, insomma l’intero ambiente pedoclimatico è completamente differente. Eppure parliamo di pochi Km di distanza tra l’una e l’altra.

    Così un vino della Bussia Soprana sarà caldo e avvolgente, della Sottana sarà invece introverso ma acidissimo. Il comune denominatore? La finezza,  l’odore balsamico che sprigionano, che dura e dura e lungo persiste.

    Oggi mi soffermo con voi, e per la necessità a me impellente di scrivere delle mie sensazioni, del suo “Barolo”.

    Ovviamente è made 100% uve Nebbiolo.

    Grappolo di Nebbiolo

     

    Le vigne poggiano su un terreno argilloso e limoso. La densità di impianto è di 4.000 ceppi per ettaro a Guyot. In vigna predomina solo madre natura: nessun trattamento sistematico e le rese sono bassissime.

    La vendemmia ovviamente manuale. Diraspatura completa. Fermentazione alcolica spontanea. Segue la malolattica ( ma non sono certa che la si faccia sempre. Chiedo conferma anche a voi winelovers) e poi lunga  maturazione in tonneaux di rovere per tre anni ( come da Disciplinare). Utilizzo bassissimo di solforosa.

    Le mie valutazioni

    Viglione – Barolo 2010

     

    Quel colore che brilla nel bicchiere mi ricorda gli occhi che incessanti non volevano smettere di guardare quanto di bello stavano guardano.

    Le gambe si muovevano smaniose lungo i vigneti della Bussia per consentire agli occhi di vedere quanto più possibile: un abisso di filari di nebbiolo che correvano verso me o io verso loro, ma all’unisono ci guardavamo.

    Per crederci bisogna andarci.

    Ed è in questo calice io vedo lo stesso colore che quel giorno ho visto. Limpido, pulitissimo, vivace quanto un neonato che inizia a respirare e salutare il mondo, si agita e si smuove leggiadro, senza una sovrastruttura ad affatticarlo, ma mai sciapo né esile ad ogni roteazione.

    E mentre volteggia, i raggi del sole riflettono ancor di più la sua fervida vivacità e i suoi riflessi che ricordano i colori dei mattoni delle poche case che popolano Monforte.

    Il colore del Barolo di Giulio Viglione

     

     

    Grande pulizia al naso, accattivanti gli odori “rossi” ( chiudete gli occhi e già starete assaporando una susina, un petalo appassito di rosa canina, una amarena sotto spirito), pizzicano i terziari quelli della sfoglia di un sigaro, un po’ di pepe che viene smorzato da dolci note balsamiche, e una vaniglia che spinge alla meditazione.

    Il sorso è veramente imbarazzante, una bella sferzata acida che ti prende lungo la gola e attorno alle pareti. Così fresco da non far sentire neppure la sua età. Diretto e verticale. E di enorme pulizia. Tutto in bocca è nitido, armonico il rapporto acidità- tannino. E alla fine rimane quel sapore di pipa che è lì pronta a fumare in bocca, così da chiedere un altro tiro/ sorso alzando nuovamente il calice.

    Azienda Agricola  Carlo Viglione & F. di Giulio Viglione

    Località Bussia, 71 – 12065, Monforte d’Alba (CN)

     

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