Le P’tit Domaine

    “Les Bonneveaux” 2016

    Cabernet franc 100%

     

    Anima incredibilmente inquieta, la mia, stasera.

    Vedo il defluire di un liquido, denso, scuro, pieno di luce, appagante già alla vista.

    Inizio a respirare e le contratture del viso già si stendono.

    Sapevo già che sarebbe successo con questo vino.

    Ho afferrato dalla cantina la mia bottiglia già sapendo che la mano era solo una schiava in quel momento di quanto la mente voleva. Riportare alla memoria la Loira e i suoi cabernet franc genera sensazioni riconcilianti col mondo.

    Affondo il naso, sono a Saumur, sento la vitalità di quel terreno, l’energia che si scatena nelle narici, argilla e calcare sprigionano tutta la loro potenza olfattiva.

    Un naso che si muove e non riesce ad acciuffare tutto quello che neppure la mente riesce a tradurre in parola.

    Le Pìtit Domaine Les Bonneveaux 2016

    Le Pìtit Domaine Les Bonneveaux 2016

     

    E’ la spezia, la macchia mediterranea, il pepe irriverente, la fragranza dei frutti, le foglie bagnate. e poi di nuovo il frutto e ancora frutto, frutto e ancora frutto.

    Non basta, c’è troppo. E’ quasi frustante non saper descrivere.

    Sorso agile, velocissimo, il tannino non fa altro che spingere una freschezza che stenta a contenersi, fiume in piena di vitalità che genera soddisfazione.

    Sinfonia al palato tra delicatezza e tensione energica.

    Ecco ora ho ripreso anche il sorriso. E ho capito perché mi piace così tanto, questo vino è inquieto, forse più di me.

    Richard Desouche, il suo ideatore, vive a Saumur, come le sue vigne, precisamente a Bonneveaux,. Sono solo pochi acri, in conversione biologica, che, sono, però più fortunate di tutte le altre vigne di Saumur Champigny. Vengono allevate ed educate secondo i principi che Desouche ha appreso dai Fratelli Foucalt. Il pendolo del cabernet franc in Loira con il loro ormai mitologico Clos Rougeard.
    Prezzi inarrivabili per una bottiglia di Clos Rougeard (ma poi a trovarla), quindi meglio farsi furbi e scegliere bene,
    Il mio è “Les Bonneveaux” 2016, che affina 18 mesi in barrique … e sentite un po.. giusto per farsi furbi …le barrique sono tra il primo e il terzo passaggio gentilmente cedute da Clos Rougeard.

    E non sto scherzando quando scrivo che questo sorso mi ha calmato.

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