In un’atmosfera anni trenta, nel cuore di Milano, una sorpendente proposta, io direi culturale oltre che enogastronomica, un caleidoscopio che si snoda all’occorrenza in una enoteca, in un ristorante e in una winery a secondo di chi o di cosa si è o si cerca.

    Stondate ed arrotondate poltroncine di velluto, di morbido turchese, di avvolgente damascato, di fascinante color ocre, gentil rimandano all’inconfondibile firma di Giò Ponti.

    E’ quasi necessità, più che semplice voglia, quella di cadere immediatamente in uno degli avvolgenti schienali, di perdersi In vaghe e astruse disquisizioni su nuovi o antichi movimenti culturali qualora si trattasse di compagnie amicali o di vaneggiare e vagheggiare se la compagnia è di altro tipo.

    L’ambiente è talmente duttile che ogni stato d’animo e ogni compagnia sarà comunque quella adeguata e giusta.

    Io sento già l’alchimia.

    La mia anima è incollata alle pareti del locale, e ancor di più la vista che si perde lungo gli scaffali di quella che è definita, dagli stessi proprietari, la “libreria del vino”.

    E’ una piccola e deliziosa stanza, sul lato sinistro del locale, che infonde tranquillità ed intimità.

    Qui piccoli gruppi, credo non più di una decina di persone, possono cenare attingendo ad un menù ( solo serale) di una certa ricercatezza e in perfetto pandant con l’eleganza dell’ambiente circostante.

    Piacevole, poi, cenare e alzare lo sguardo verso un soppalco finemente “arredato” dalle più blasonate etichette alle più ricercate e di nicchia.

    La scelta del vino, posso assicurarvi che è davvero ardua.

    La selezione accurata dove ogni nome invita all’assaggio o richiama alla curiosità di un assaggio.

    Menetou-Salon Blanc 2012 – Domaine Philippe Gilbert – Sauvignon Blanc

     

    La cura e la passione di Iris, una dei proprietari di questa piccola culla, sono trafuse tanto per i commensali che per chi si ferma anche solo a disquisire per un veloce (o lento) aperitivo.

    In quest’ultimo caso non troverete (per fortuna) il concetto (orribile) di “apericena”, ma solo piccoli entrèè sofisticati che invogliano a fermarsi anche per la cena se quello è il preludio.

    Domaine Moreau- Naudet – Chablis AOC – Chardonnay[/caption]

     

    Iris ha charme, ti coinvolge e tu ti lasci coinvolgere dal suo sorriso e dalla vividezza dei suoi occhi, ed è lì nello scintillio di quegli occhi che riesci a  leggere tutta l’eleganza e la raffinatezza che solo l’amore per il vino e la passione per il cibo può darti.

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